C’è un cinema che racconta storie. E poi c’è un cinema che riesce a fare qualcosa di ancora più raro: far venire voglia di partire.
Con Il bene comune, il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, succede proprio questo. Il cuore del racconto è il Parco Nazionale del Pollino, tra Basilicata e Calabria, e il simbolo che guida il viaggio è uno degli alberi più straordinari d’Europa: il pino loricato, emblema di resistenza, forza e radicamento. Nelle fonti dedicate al film, come la scheda di Italy for Movies e l’articolo di approfondimento pubblicato sullo stesso portale, il Pollino non è descritto come semplice sfondo, ma come presenza viva, quasi un personaggio della storia.
Papaleo, del resto, ha un talento raro: sa raccontare il Sud senza cartoline facili, ma con ironia, poesia, musica e umanità. Le recensioni uscite in questi giorni, da Cineuropa a Movieplayer, parlano di un film costruito attorno alla resilienza, alla condivisione e al potere trasformativo del cammino, e sottolineano come la musica, altra cifra tipica del suo cinema, sia parte integrante del racconto. È uno sguardo autentico, affettuoso, mai banale. E per chi ama la Basilicata, vedere il Pollino sul grande schermo è anche un piccolo orgoglio.
I luoghi del film: dove ci porta Il bene comune
Il film segue un percorso che attraversa il Pollino più selvaggio e simbolico, alla ricerca del pino loricato. Tra le location confermate compaiono Terranova di Pollino, sul versante lucano del massiccio, e Lauria, dove sono state girate alcune scene urbane e da cui proviene anche lo scuolabus utilizzato nel film, come riportano Italy for Movies e altri articoli dedicati alle location.
Sul versante calabrese compaiono poi luoghi di grande fascino come Civita, borgo arbëreshë affacciato sulle Gole del Raganello, e il celebre Ponte del Diavolo, uno dei passaggi più iconici dell’intero territorio. Le fonti citano anche Campotenese e La Catasta, porta d’accesso al parco, oltre alla zona di Saracena. Sono nomi che, per chi conosce il Pollino, evocano immediatamente una geografia fatta di pietra, vento, silenzio e cammino.
Altre aree richiamate dalle fonti sono Piano di Masistro, Piano di Novacco, le alture di Castrovillari, Piano Ruggio e il Belvedere del Malvento, fino all’epilogo sul mare di Diamante, perla della costa tirrenica calabrese. È un itinerario che unisce montagne severe, panorami apertissimi, borghi di pietra, gole spettacolari e luce di mare: esattamente il tipo di geografia emotiva che Papaleo ama trasformare in cinema.
Il protagonista silenzioso: il pino loricato
Se c’è un’immagine che resta impressa, è quella del pino loricato. Nel racconto del film è la meta del cammino; nella realtà, è il grande simbolo del Pollino. Italy for Movies e diverse recensioni dedicate al film insistono proprio su questo: il pino loricato diventa una metafora di resistenza, adattamento e tenacia. Non è solo un albero raro. È il segno più profondo dell’identità di queste montagne.
Ed è anche il motivo per cui così tante persone, dopo aver visto il film, ci stanno chiedendo di poter raggiungere davvero quei luoghi. Perché il Pollino non si guarda soltanto: si cammina, si ascolta, si respira. E quando si arriva nei luoghi dei pini loricati, il senso del viaggio cambia davvero.
Le esperienze che il film accende davvero
In Il bene comune il viaggio prende forma attraverso sentieri, borghi, panorami aperti e un rapporto diretto con la natura più autentica del Pollino. Non è il Pollino da attraversare in fretta, ma quello da vivere passo dopo passo. È questo, in fondo, uno dei tratti più belli del cinema di Papaleo: far sentire che i luoghi non sono mai soltanto sfondo, ma esperienza.
Per questo chi esce dal cinema con la voglia di vedere quei luoghi dal vivo cerca spesso qualcosa di molto preciso: camminare nel parco, raggiungere i luoghi dei pini loricati, scoprire borghi come Civita e Terranova di Pollino, fermarsi nei punti di accesso al parco come Campotenese, e magari
completare il viaggio con un affaccio sul Tirreno. Sono tutti desideri perfettamente coerenti con le location e con l’anima del film.
E il cibo?
Nel film il cibo non è al centro del racconto come lo sono il cammino, il paesaggio e l’incontro con i luoghi. Eppure il territorio porta con sé anche questa dimensione, in modo naturale. Tra le tappe richiamate dal film c’è anche La Catasta, uno spazio che racconta bene il legame tra il parco, l’accoglienza e i prodotti locali.
E in effetti sarebbe impossibile raccontare il Pollino senza pensare anche ai suoi sapori: formaggi di montagna, salumi, cucina pastorale, legumi, funghi, peperoni cruschi quando il viaggio si allarga alla Basilicata interna, e tutta quella cultura del cibo semplice e autentico che qui è parte dell’esperienza. Più che un dettaglio separato, la gastronomia è ciò che completa il viaggio nei luoghi del film.
Da Basilicata Coast to Coast a Il bene comune: Papaleo e la Basilicata
Per chi conosce il cinema di Papaleo, questo nuovo film ha anche il sapore di un ritorno. Già con Basilicata Coast to Coast, il suo esordio alla regia nel 2010, Papaleo aveva trasformato la Basilicata in un viaggio cinematografico capace di far innamorare pubblico e viaggiatori. La scheda di Italy for Movies dedicata a Basilicata Coast to Coast ricostruisce molto bene quell’itinerario dal Tirreno allo Ionio, attraverso luoghi come Maratea, Trecchina, Lauria e poi giù verso la costa ionica.
Oggi, con Il bene comune, Papaleo torna a un’idea di viaggio che gli appartiene profondamente: meno turismo da checklist, più relazione con i paesi, con i silenzi, con la strada, con la natura e con le persone. È anche per questo che chi ha amato Basilicata Coast to Coast sentirà in questo film un’eco familiare, ma più montana, più essenziale, più radicale.
Vuoi vedere dal vivo i luoghi del film? Noi possiamo portarti lì
Per chi sogna di entrare davvero nei paesaggi raccontati da Papaleo, abbiamo già proposte perfette.
Per chi cerca un viaggio a piedi ampio, ispirato proprio alla Basilicata narrata anche dal cinema di Papaleo, c’è Basilicata Coast to Coast: itinerario trekking, un percorso che tocca anche il Parco del Pollino e include l’escursione al Giardino degli Dei, uno dei luoghi più suggestivi per incontrare i grandi pini loricati. Sul nostro sito il tour viene presentato come un viaggio che attraversa la regione fino a dedicare l’ultima parte proprio al Pollino.
Per chi invece vuole concentrarsi soprattutto sul parco e sulle sue aree più spettacolari, la proposta più centrata è Trekking nel Parco del Pollino. Nel programma compaiono luoghi e atmosfere perfettamente in sintonia con il film, come Civita e soprattutto il Giardino degli Dei presso Serra di Crispo, definito come il regno dei pini loricati giganti.
Per chi ama la logica del cammino e desidera un’esperienza più ampia nella Basilicata interna, c’è anche Basilicata Coast to Coast – itinerario cammino, che richiama espressamente l’immensa bellezza del Parco del Pollino all’interno di un itinerario più grande attraverso la regione.
E se vuoi qualcosa di ancora più personale
Naturalmente, non tutti i viaggiatori vogliono la stessa cosa. C’è chi vuole soprattutto vedere i pini loricati. Chi sogna il Ponte del Diavolo e Civita. Chi desidera un itinerario fotografico tra i panorami del Pollino. Chi vuole unire trekking, borghi e gastronomia locale. E chi, partendo dal film, vuole costruire un viaggio su misura tra i luoghi del cinema di Papaleo.
È qui che possiamo fare la differenza: oltre ai pacchetti già pronti, possiamo organizzare proposte personalizzate per chi vuole vivere il Pollino in modo autentico, guidato e coerente con le proprie passioni e il proprio livello di cammino.
Il bello del cinema, quando diventa viaggio
Ci sono film che si guardano e finiscono lì. E poi ci sono film come Il bene comune, che lasciano addosso il desiderio di partire.
Forse è questo il dono più bello del cinema di Rocco Papaleo: ricordarci che certi luoghi non sono solo da vedere, ma da vivere. E che il Pollino, con i suoi pini loricati, i suoi paesi sospesi, i suoi silenzi e i suoi orizzonti, non è soltanto un set: è un’esperienza vera, intensa, memorabile.














